CASE VACANZA: mare, lago o montagna?

In base alle statistiche del 2018 promulgate dell’Osservatorio Nazionale Immobiliare Turistico in collaborazione con la FIMAA-Commercio e la Società di Studi Economici NOMISMA, si possono trarre delle conclusioni importanti in ambito immobiliare riguardante le case vacanza, sia per chi è intenzionato all’acquisto, per se o per investimento, sia per chi sta programmando le ferie estive per la sua famiglia; utilizzando i dati delle compravendite e delle locazioni in 203 località di mare e in 112 di montagna e lago, si sono occupate di stillare un quadro generale della situazione, registrando l’andamento statistico per regione italiana.

In particolare, l’analisi ha registrato una minima crescita (+3,5%) della compravendita nelle località turistiche nell’anno 2017 rispetto al 2016, anno in cui l’attività transitiva ha trovato il suo apice (+20,2%); le più interessate, le località lacuale (+8,0%) e marittime (+4,8%), a differenza di quelle montane il cui indice è diminuito (-4,3%). Nel 2018, il costo medio per l’acquisto di un’abitazione turistica è di 2.173 €/mq, registrando una flessione annua pari al -2,5%; il calo maggiore dei prezzi è stato rilevato in Abruzzo e in Lazio mentre quello più contenuto, in Puglia; in ogni caso, sono le zone periferiche a dare i maggiori segnali di debolezza, con dei cali medi di prezzo dal -2,6% al -3,3%. Per gli immobili di nuova costruzione, la flessione annua media è dal -1,2% al -2%.

La città italiana di villeggiatura che mantiene il primato di costo al mq, è Santa Margherita Ligure con 13.00 €/mq per le soluzioni di recente costruzione, Capri (NA) con 12.800 €/mq. e Forte dei Marmi (LU) con 12.700 €/mq.

Per quanto riguarda le locazioni, si registra un +1,1% su base annua, dato medio, in sintesi dei canoni richiesti nei mesi di giugno, luglio e agosto nelle località monitorate; grazie al miglioramento dei flussi turistici in località principalmente lacuali e marittime, il parametro è in lieve crescita rispetto al 2017. I prezzi medi di un appartamento bicamere completo di cucina, sfruttabile da un nucleo famigliare di quattro persone, è di €395,00 a settimana per il mese di giugno, €560,00/settimana per il mese di luglio ed €750,00/settimana per il mese di agosto; tra le mete più ambite e più dispendiose in Italia, troviamo le località lacuali seguite da quelle marine ed in ultima posizione da quelle montane.

Secondo le statistiche, nel 2018 il mercato residenziale nelle località turistiche è per il 63% ad uso diretto del compratore, per il 16% a regime di investimento e per il 21% l’impiego e misto. Molto redditizio, infatti, è il progetto di investire su abitazioni in contesti turistici; si potrà così risparmiare sulle vacanze della propria famiglia, ed avere una rendita annua interessante da giugno a settembre. Cercando sul web, troviamo veri e propri portali gestiti da proprietari che propongono in affitto per i mesi estivi la propria casa al mare o il proprio appartamento in montagna, con tanto di regolamento per accedervi e di rigide regole per potersi candidare come locatori.  Per i mesi invernali, invece, si può considerare l’idea di affitti brevi per studenti universitari o abitanti del posto che necessitano di una soluzione temporanea.

Il profilo della famiglia che opta per l’affitto di una casa vacanza è solitamente un nucleo di quattro o più persone, per il 31% provenienti dalla stessa regione italiana, per il 55% da altre regioni della penisola e per il 14% cittadini esteri.

Tirando un po’ le somme, si può dire che le famose “vacanze ai lidi ferraresi” sono ancora in voga, il concetto di comodità, quindi non è sempre ad appannaggio di un lussuoso hotel ma spesso anche da una tranquilla soluzione indipendente dove poter seguire i propri ritmi famigliari in completo relax.

 

 

Riqualificare con coraggio gli edifici esistenti

Nell’epoca post-industriale che sta attraversando l’Italia del XXI secolo, assistiamo ad un abbandono progressivo di tutte quelle aree, comprensive di stabilimenti, edifici, facilities, una volta funzionali al contesto economico e sociale del precedente secolo, ed ora non più adatte all’uso per le quali erano state istituite.

Non si tratta semplicemente di un mero fenomeno urbanistico o aziendale; tali dinamiche investono anche pesantemente il tessuto demografico ed hanno un forte impatto sulla popolazione circostante e sulla vita quotidiana delle persone coinvolte.

Tutte le volte che siamo passati a fianco di una di queste aree ci è sicuramente sorta la domanda: “Ma cosa pensano di fare di questo fabbricato? Quanto spazio e cemento sprecato!”.

In realtà la risposta non è così semplice come sembra. Vi sono molteplici fattori che devono essere compresi e quantificati. Alcuni troppo complessi anche per molti “tecnici”, per cui lasceremo a più elevate competenze le valutazioni di merito.

L’aspetto che secondo noi è essenziale comprendere è che comunque, in molti casi, si tratta di pezzi della nostra storia, di muri che magari hanno racchiuso sogni, sacrifici, intere vite di persone, di chi siamo stati. L’uso che ne verrà fatto oggi ci dirà invece chi siamo e soprattutto chi saremo. Per cui la domanda da farsi è: ma siamo veramente sicuri che siano ormai superati? Siamo sicuri che le forze che li hanno costruiti siano veramente estinte? Oppure a volte invece basta “riscoprirle”? Qualsiasi deficit generazionale non può riguardare i bisogni essenziali.

Un perfetto esempio locale di queste dinamiche è il Centro Torri, in via dell’Industria n. 1 a Torri di Quartesolo, alle porte della direttrice verso la parte est della città di Vicenza: un complesso immobiliare di oltre 42.000 mq che ha rappresentato l’esempio delle eccellenze locali in ambito bancario, finanziario e direzionale per oltre due lustri. Anche se le sue vicissitudini non sono state tra le più semplici, l’idea di base è rimasta affascinante e, a nostro avviso, molto attuale: fornire ai migliori professionisti, alle migliori e più influenti menti, ai migliori impiegati un luogo dove poter creare sinergie e dove i servizi siano realmente funzionali al perseguimento del business e del miglioramento delle persone.

L’attuale proprietà intende perseguire con coraggio questa direzione, riqualificando interamente il complesso, ma mantenendone la filosofia e la struttura, adeguando al XXI secolo una istanza senza tempo, ovvero quella di poter lavorare meglio, con più produttività, per migliorare tutto quello che ci circonda e ci riguarda. Spazi direzionali, auditorium, reception, concetto di open-space collaborativo e mind-oriented, facilities a portata di mano, sicurezza: tutto questo è stato e sarà il Centro Torri. Lo trovate obsoleto?

Noi crediamo di no.  Questa area rinascerà e consentirà ai soggetti economici di usufruire di tutto quello che potrà servire per migliorarsi e per migliorare. Se volete maggiori approfondimenti sul Centro Torri e sulla possibilità di fare parte di questo affascinante progetto, siamo a vostra completa disposizione per ogni informazione al riguardo.

Giuliato&Battistin è il partner incaricato dell’affitto di spazi direzionali e commerciali all’interno del Nuovo Centro Torri. Vi aspettiamo.

Le Statistiche del Lusso

Villa Montebello Vicentino – info in ufficio

 

Da un’indagine dell’ultimo trimestre 2017, più della metà degli acquirenti che ha finalizzato la propria ricerca all’acquisto di un’immobile in territorio italiano, ha scelto un appartamento; il dato più interessate, però, è che del restante 40%, quasi il 16 % ha orientato la sua scelta su immobili di lusso e la rimanenza su attici di pregio. Di questi dati, è interessante sapere che per l’80% l’acquisto è stato finalizzato alla prima casa ed il 50% di loro non è ricorso alla richiesta di finanziamenti. A Tornare di moda, inoltre, è la ricerca da parte di acquirenti esteri, di abitazioni di pregio, castelli, ville storiche, soluzioni con affacci spettacolari che solo il territorio italiano sa offrire.

Alcuni dati:

  • a Roma un attico in piazza di Spagna può arrivare a costare 15 mila euro al metro quadro;
  • a Napoli la ricerca di immobili di lusso si orienta principalmente su ampi terrazzi con vista Golfo;
  • Firenze come Milano, non hanno mai subito una vera e propria crisi in ambito immobiliare con una crescita esponenziale della ricerca di pregio;
  • Torino, Como, Trento e le regioni di Umbria, Sardegna e Sicilia tra i territori più ambiti per le abitazioni di lusso.

 

 

Il GIUSTO ACQUIRENTE

Cosa manca nella nostra casa? Cosa ci spinge a cercare qualcosa di diverso, di nuovo? Oggi a vincere è il concetto di comodità; oggi a vincere è la domotica, la casa “intelligente”, le piccole/grandi SPA domestiche per riuscire a ritagliarsi nella propria abitazione una piccola oasi di benessere. Anche la concezione di lusso veste le necessità della società di oggi in cui tutti seguiamo ritmi frenetici in continua scadenza. Cosa chiediamo di meglio che vivere in una casa che sia in grado di allontanarci il più possibile dello stress quotidiano? E se ci permettesse di entrare in un ideologico “hotel 5 stelle”? questo sembra essere tutto ciò che desideriamo, tutto ciò che ci spinge ad investire sul nostro immobile o addirittura a vendere per acquistare qualcosa di più nuovo, di più funzionale. Zero stress, zero fatica e completo affidamento alla tecnologia delle nostre case “ingegnose”.

Il compratore di immobili di lusso, secondo le statistiche, predilige più che gli aspetti intrinsechi dell’abitazione, la zona in cui è ubicata; è importante la metratura, a partire da 150 mq, la camera matrimoniale principale deve essere provvista di cabina armadio e bagno en-suite, minimo altri 2 bagni a servizio della zona notte e della zona giorno in cui si predilige un salone di rappresentanza e un’ampia cucina. La terrazza panoramica è fondamentale come è fondamentale una zona relax con idromassaggio, interna o esterna. Può essere diversa la scelta per il compratore in carriera, manager o dirigente, che preferisce zone centrali vicino alla sede di lavoro o alle banche, dalle finiture moderne, spesso attici.

L’imprenditore solitamente è affascinato dal centro storico, amante delle abitazioni d’epoca con soffitti a cassettoni ed affreschi; In una società che vive di estremi, la ricerca, in questo caso, è mirata su case dal fascino antico, un ritorno all’amore per l’arte e per le pareti affrescate delle ville venete.

In alcuni casi, invece, si ricerca un grande parco dove curare i fiori, una piccola chiesetta, un bosco con un sentiero dove riposare i pensieri e tornare alle origini, ai giorni della nostra infanzia, per sentirci finalmente a casa. Penso che anche questo possa considerarsi un lusso non indifferente

Villa Veneta Colzè – info in agenzia

 

 

La condizione sospensiva che subordina la vendita alla concessione del mutuo

Con una recente sentenza della Corte di Cassazione (in dettaglio n. 22046 del 11 settembre 2018), si è ribadita la validità della clausola sospensiva utilizzata nelle proposte di acquisto o nei contratti preliminari che subordina ogni effetto alla concessione del mutuo da parte del proponente o promissario acquirente.

Si tratta di una clausola che consente ad un soggetto potenziale acquirente di definire un accordo con un altro soggetto venditore per la vendita di un immobile, condizionando il tutto al fatto di ottenere un finanziamento da parte di un istituto di credito. Questa prassi consente al soggetto potenziale acquirente di avere il tempo di cercare un finanziamento una volta individuato l’immobile di interesse, senza dover sottoscrivere degli obblighi che determino possibili richieste di danni in caso di mancata concessione di mutuo fondiario o ipotecario.

Questo strumento, quindi, si pone come ulteriore garanzia di adempimento e consente di ricercare il miglior finanziamento, entro una data termine che va comunque sempre indicata. Solitamente si imposta la sospensiva in seguito all’avveramento della condizione che il mutuo NON venga erogato, pertanto, passata la scadenza concordata, se non è stato comunicato nulla il contratto si perfeziona e diviene pienamente efficace.

La recente sentenza conferma tuttavia il fatto che il proponente, o promissario acquirente che sia, ha l’OBBLIGO di attivarsi concretamente per la ricerca del finanziamento, dovendo anche provare tale circostanza nel caso in cui non ottenga il finanziamento.

Questo impedisce qualsiasi comportamento non corretto , come un ripensamento immotivato da parte dell’acquirente o da circostanze non gravi; le obbligazioni assunte hanno comunque “bloccato” potenziali alternative di vendita al proprietario dell’immobile.

Noi riteniamo che, nel caso di mancato ottenimento del finanziamento, sia anche necessario produrre un documento ufficiale da parte dell’istituto di credito che certifichi che il soggetto richiedente non è mutuabile. Qui entriamo in un terreno molto instabile: non basta infatti che il mutuo sia o meno di “gradimento” del soggetto, ma deve essere proprio non erogabile. Ciò significa che l’importo della rata, se rientra comunque nei parametri di erogabilità, non consta ai fini della sospensiva.

Inoltre la mancata concessione del mutuo determina solitamente l’inserimento del nominativo del richiedente in una banca dati condivisa, per cui successive richieste potrebbero incontrare problemi e maggiori difficoltà di accoglimento.

 

In sintesi: la condizione sospensiva è sicuramente un’importante opportunità, ma si tratta di un impegno che va portato avanti con molta serietà e convinzione, e che soprattutto determina obblighi ben precisi in capo a chi lo pone in essere.

Se necessitate di una consulenza personalizzata o di maggiori informazioni, contattateci in agenzia!

Vintage: equilibrio tra generazioni

RIF.1124 VICENZA, località BERTESINA: TRICAMERE DUPLEX in antico casale ristrutturato (info in agenzia)

Negli ultimi anni hanno preso sempre più piede nelle case italiane stili nordici, vintage e retrò; che caratterizzano queste forme di arredamento, sono in origine l’utilizzo di oggetti riciclati impiegati in ambiti molto lontani da quelli per cui sarebbero stati creati: lo stampo da budino in rame della nonna diventa un paralume dal sapore antico, capace di dare carattere e stile all’ambiente circostante, comodini e tavolini datati vengono riverniciati e sono in grado di donare uno stile fresco e leggero per un bel salotto o una bella camera da letto.

Se però, il nostro obbiettivo è quello di creare ambienti piacevoli per noi e per i nostri ospiti, è necessario dosare sempre i nostri “ingredienti del ricordo” per evitare che i nostri amici venendoci a trovare si ritrovino catapultati in un mercatino dell’antiquariato o nel salotto della prozia.

Il segreto è trovare il giusto equilibrio tra stili diversi, osando con qualche elemento apparentemente azzardato su un cuscino di tonalità neutre facendo attenzione a scegliere un ambito cromatico di nuance calde o fredde.  Da prediligere in ambienti ricchi di stile, la scelta di specchi alle pareti che riflettendo la luce, danno un’idea di spazio anche negli ambienti a volte contenuti delle abitazioni contemporanee. Le cornici molto lavorate da alternare con lavorazioni più lisce sono efficaci anche vuote se affisse su muri bianchi; sì ai diversi materiali come legno, opaco e naturale contrapposto a materiali cromati, sfaccettati ad effetto metallico.

 

Non solo materiali: la scelta dei colori

Se amiamo i colori accesi, ne vanno scelti al massimo tre, possibilmente in relazione corretta secondo la ruota cromatica, strumento molto valido di cui avvalersi quando dobbiamo scegliere l’arredamento per un nuovo ambiente ma anche se abbiamo la necessità di integrare un singolo elemento in un locale già costruito (la scelta di un cuscino per un divano di un salotto già consolidato). Se ne prediligiamo due nuance, possiamo decidere di accostare elementi metallici sulle sfumature dell’argento, dell’oro o dell’acciaio rosato, molto proposto nelle tendenze 2019.

 

I pavimenti di recupero: storie di legno

Chi decide di abbracciare l’arte del riciclo in ambito di arredamento, è sicuramente abituato a vedere in semplice materiale di scarto,

 una risorsa che con un po’ di fantasia può facilmente diventare un vero e proprio fiore all’occhiello della propria casa. In moltissimi casi non ci limitiamo solo ad arredare in stile vintage ma scegliamo di radicare questa tendenza anche nella selezione dei pavimenti e delle pareti.  Il vintage quindi non è più solo arredamento ma in un’epoca in cui lo spreco regna sovrano, il riciclo diventa sinonimo di unicità, garanzia di irripetibilità in grado di caratterizzare una casa diversa da tutte le altre. Molto in voga nelle nuove tendenze troviamo il parquet con legno riciclato che spesso costituiva ambienti diversi e ne porta i suoi ricordi scalfiti nelle trame come nel caso di un noto hotel di Milano che come pavimento per la sua principale suite, ha impiegato tavolati che costituivano in origine le pareti di una scuola elementare nelle isole caraibiche; un grande valore aggiunto lo donano le scritte incise ed i segni di usura procurati dalle piccole mani degli studenti.

L’open space ideale

Dopo aver approfondito il tema della cucina separata/separabile, vogliamo ora affrontare quello opposto, ovvero come valorizzare al meglio le stanze cosiddette open-space che assumono varie denominazioni: living room, stanza familiare, zona giorno open, etc. Queste soluzioni hanno il fascino della teatralità, in quanto offrono alla vista una prospettiva aperta e senza barriere, ed hanno la modularità necessaria ad essere estremamente pratiche secondo le necessità della vita moderna.

Il minimo comun denominatore di queste soluzioni è che lo spazio viene “diviso” semplicemente attraverso alcuni accorgimenti di arredamento e di tipo estetico.

Partiamo da una considerazione molto pratica: le stanze open-space solitamente hanno un costo di costruzione/ristrutturazione più ridotto di quello necessario per ambienti fisicamente divisi, basti pensare all’assenza di pareti, serramenti interni, impianti passanti, etc. Tuttavia presuppongono delle scelte di arredo e di finitura dove ci vuole una maggiore attenzione ai dettagli, determinando un naturale innalzamento dei costi necessari a rendere tali spazi “vivibili”.

Detta in parole povere: devo riempire lo spazio con “meno” cose, ma quelle cose devono essere scelte in modo da definire gli ambienti. Quindi ogni elemento diventa un trait d’union con quello vicino, e così via in modo da creare una piacevole armonia e dare un senso ad uno spazio che nasce come “vuoto”.

L’esempio migliore di questo intervento lo si può visionare nella stupenda zona giorno di questa recentissima villa che abbiamo in vendita a Costabissara (VI). Qui si possono vedere gli elementi più importanti nella definizione di un’open-space e, soprattutto, come questi insieme creino un ambiente completo e non dispersivo (link diretto).

In primis, l’abbinamento dei colori si basa sul concetto del contrasto, che tende a rilassare la vista grazie all’utilizzo di sfumature delle nuancesdi grigio, in abbinamento alla pulizia del bianco puro. Il pavimento in resina riflette il soffitto chiaro, e alle pareti si intervallano dei materiali innovativi (il ferro) e tradizionali (il legno), con i loro colori sapientemente valorizzati.

In secundis, la cucina, assolutamente chiara e quasi eterea nell’equilibrio cromatico, si sviluppa orizzontalmente piuttosto che verticalmente, per consentire alla prospettiva di esprimere il meglio e godere della parete completamente vetrata che si apre sulla piscina e sul giardino. Ciononostante, si legge perfettamente e la forma della penisola crea un limite di lavoro e di spazio. Questo accorgimento coinvolge anche tutto il resto dell’arredo (illuminazione, cappa aspirante, etc.).

In terzis, l’armonia è espressa dalla simmetria e dal minimalismo degli ostacoli: la parete in legno è costituita da porte che conducono ad armadi a muro, al bagno giorno, alla stanza lavanderia. La parete in ferro nasconde le nicchie per libri, le nicchie per gli apparati tecnologici, ed una stessa nicchia senza soluzione di continuità è, in realtà, un caminetto interno perfettamente inserito.

Quindi colori, arredo e materiali sono in grado di disegnare un ambiente che rispetta la pulizia delle linee prospettiche, dove i coni ottici valorizzano l’assenza di barriere secondo il concetto stesso di open-space, ed allo stesso tempo non si rinuncia alla naturale necessità di avere uno spazio “proprio” anche senza doverlo necessariamente chiudere fisicamente.

(photos by Greta Bellucci P&I Photographer)

Cucina lunga e stretta? Alcuni consigli per farla sembrare più grande

Le case moderne sposano il concetto architettonico dell‘open space, dove in un unico spazio si coniugano vari ambienti per aumentarne la praticità a seconda delle necessità. L’abbinata più “classica” è quella tra soggiorno e cucina, che diventa allo scopo un “angolo cottura”. Hai ospiti? Puoi modulare lo spazio per accoglierli a seconda che l’occasione sia un pranzo o un semplice rendez-vous in relax.

L’idea dell’open space però comporta anche delle rinunce in termini di isolamento, in particolare per la zona cottura e per eventuali fumi ed odori che naturalmente vengono generati. Ecco allora che il compromesso può essere una specie di “cucinotto”, ovvero un angolo cottura fisicamente separato dalla zona living. Ma l’effetto “cunicolo”, dovuto alle ridotte dimensioni del locale, è dietro l’angolo… e per chi passa molto tempo in cucina, un ambiente accogliente ha sicuramente una certa importanza.

Ecco alcuni accorgimenti per evitare di rendere opprimente questa stanza.

  1. Luce naturale: la luce naturale è importante, e, se presente, va valorizzata. Per cui valutate di abbinare mobili con superfici lucide e colori riflettenti (bianco in primis), di modo che diffondano la luce in ogni direzione. Potete aiutarvi anche con uno specchio a parete, collocato nella posizione migliore, che, oltre che riflettere, allunga la prospettiva visiva della stanza. Da evitare assolutamente tende troppo pesanti che assorbano la luce: meglio colori tenui e materiali naturali (cotone, lino) che possono essere anche facilmente lavati.
  2. Colore della cucina: il colore della cucina è la parte più soggettiva e personale. Però abbinare tinte troppo scure tende a rendere l’ambiente più chiuso ed austero. Quindi via con le tinte chiare, o con legni che abbiano delle sfumature più tendenti al miele o addirittura sbiancate. Se non vi piace il monocromatico, si possono creare degli abbinamenti comunque molto eleganti, giocando sul colore e sul materiale del piano, sull’eventuale utilizzo di elettrodomestici colorati, sull’installazione di una boiserie, o quanto altro suggerito dalla vostra fantasia (quadri, stampe, foto, etc).
  3. Colore dei muri: il bianco o le tonalità tendenti al bianco sono un must. Però potete spezzarne la monotonia apponendo delle carte da parati, magari con dei decori a contrasto, che, essendo lavabili, hanno anche una certa giustificazione dal lato dell’igiene e della pulizia.
  4. L’importanza del pavimento: Il motivo geometrico, oltre che di moda, ha anche una funzione di allungare la prospettiva in modo significativo. Rombi, decori, o tinta unita di colore inteso in sfumatura con il colore delle pareti: le dimensioni della stanza aumenteranno immediatamente!
  5. Illuminazione: una bella luce a led con tonalità calda, magari diffusa a soffitto con una plafoniera molto sottile, è la soluzione ideale per ricreare una illuminazione naturale e dare “spazio” visivo anche dove non esiste necessariamente. Da evitare, se possibile, applique a parete che “spezzano” la prospettiva e la geometria della stanza, se molto stretta.
  6. Elementi di arredo: nelle cucine lunghe e strette molto spesso troviamo una parete che contiene la cucina, mentre la parete opposta è completamente libera. Se si vuole comunque sfruttare tale parete, è opportuno inserire degli elementi molto leggeri anche dal punto di vista visivo, con linee semplici e spazi a vista, che non diano l’idea del mobile “chiuso” ma lascino intravedere l’andamento della stanza. Quindi si a carrelli, tavoli ripiegatili, sgabelli, il tutto sempre essenziale e pulito.

Adesso che abbiamo reso la stanza accogliente, non ci resta altro che poter finalmente condividerla con chi amiamo e dar vita ai nostri migliori manicaretti! Buon appetito!

Immobili da costruire: il preliminare si fa obbligatoriamente dal notaio

Nella Gazzetta Ufficiale del 14 febbraio 2019 è stato pubblicato il “Codice della crisi di impresa e dell’insolvenza”, tra cui sono contemplate alcune importanti modifiche in relazione alle garanzie in favore degli acquirenti di immobili da costruire.

Il contratto preliminare di compravendita dovrà essere stipulato per atto pubblico o per scrittura privata autenticata, ovvero per mano di un Notaio che, in qualità di pubblico ufficiale, verificherà anche la stipulazione della fideiussione di garanzia da parte del venditore per tutte le somme versate da quel momento fino al passaggio di proprietà, secondo il D.lgs. 122/05 (cosiddetto “TAIC”). Non solo: la fideiussione comprenderà anche la circostanza del mancato rilascio della polizza assicurativa decennale che comporterà la nullità del contratto preliminare e la restituzione di tutti i soldi fino ad allora pagati. Da 14 anni vige infatti l’obbligo , a carico dell’impresa costruttrice, di rilasciare una fideiussione (bancaria o assicurativa) a favore dell’acquirente per ogni euro incassato a qualunque titolo fino al trasferimento della proprietà del bene. Questo per garantire tutti quei soggetti che, non avendo ancora la proprietà di alcun bene commerciabile, hanno tuttavia pagato una certa somma, a volte molto cospicua, correndo il rischio che il venditore, nel frattempo entrato in uno stato di difficoltà finanziaria, non sia in grado di adempiere agli obblighi contrattuali.

Si rafforza, e ci si consenta di dire finalmente, la garanzia di tutti gli acquirenti di immobili in costruzione, in contrasto con l’italica tendenza a non produrre le fideiussioni e le polizze obbligatorie perché “costano” e “tanto la mia impresa è sana”. Speriamo anche che il maggior utilizzo di questi strumenti porti a dei vantaggi di costo per tutti gli operatori, di modo che vi sia maggior incentivo economico, oltre che semplicemente per un obbligo di legge.

Se desiderate maggiori informazioni tecniche, qui il testo del provvedimento https://www.federnotizie.it/wp-content/uploads/2019/02/TestoaFronteTaic.pdf.

Se invece volete una consulenza personalizzata e senza impegno, vi aspettiamo in agenzia!